Matrimonio in Italia per cittadini europei e non

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10 luglio 2019

 

Non tutti sanno che il 15% delle coppie che si uniscono in matrimonio in Italia hanno almeno uno dei due sposi straniero. Solitamente il partner straniero ha origini extraeuropee anche se è domiciliato nel Belpaese da diverso tempo. Se si parla di sposalizio con un matrimonio con sposa italiana succede molto spesso che lo sposo in questione sia di provenienza marocchina, tunisina o rumena, questo è ciò che risulta dai dati raccolti durante le indagini dell’Istat. Se invece è la sposa a essere straniera, la statistica rivela che i paesi di provenienza più gettonati sono la Romania, l’Ucraina, la Russia, il Brasile, la Moldavia e l’Albania.

Vediamo allora quali sono le regole e i documenti necessari per sposarsi in Italia per i cittadini stranieri europei ed extra europei.

Quali documenti servono per il matrimonio civile con nulla osta

La documentazione necessaria per effettuare un matrimonio in comune per stranieri è legata alla dichiarazione ufficiale del Consolato del Paese di riferimento che deve rilasciare un certificato in cui si dichiara lo stato civile del richiedente e la possibilità di contrarre unione matrimoniale. In particolare non devono essere in atto motivazioni che impediscano l’unione in matrimonio legale come potrebbe essere legame di sangue tra i soggetti interessati, un impedimento a nuove nozze per la presenza di un matrimonio in atto o interdizione per infermità mentale.

matrimonio all'italiana

I documenti necessari per gli stranieri perciò sono il nulla osta alle nozze che deve essere rilasciato dallo stato di provenienza.  La firma dell’Ambasciatore autenticata dall’Ufficio legalizzazione della Prefettura che viene denominata apostille. Tale atto legale deve essere consegnato all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del soggetto straniero che desidera sposarsi in Italia.

Oltre a questa documentazione si deve portare il passaporto e un documento di identità valido e il Certificato di nascita rilasciato dal Paese di origine adeguatamente tradotto e legalizzato in Prefettura. Le persone che hanno cittadinanza in uno dei seguenti Paesi: “Germania, Austria, Belgio, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Svizzera e Spagna”, possono portare il Certificato di abilitazione al matrimonio al posto del nulla osta.

Questi documenti sono esenti da legalizzazione e valgono per il matrimonio degli stranieri per cui è sufficiente compilare una autocertificazione sostitutiva in cui si dichiara ogni informazione personale presso l’Ambasciata di competenza. Tale adempimento è possibile solo per quegli stati che hanno sottoscritto la Convenzione di Monaco del 1980.

Quali documenti servono per il matrimonio civile se non c’è il nulla osta

La documentazione sopra descritta necessaria per il matrimonio di stranieri in Italia, è quella che viene richiesta nella maggioranza dei casi. Ma se accade che lo Stato di cittadinanza dello sposo o sposa stranieri non ha aderito alla Convenzione Aja cosa bisogna fare? Spieghiamoci meglio. L’iter da seguire è quello descritto finora ed è valido nei Paesi che hanno aderito all’accorto internazionale del 1961 che ha facilitato la vita a molte persone a livello mondiale.

firenze la capitale dei matrimoni stranieri in Italia

Firenze è la capitale dei Matrimoni di stranieri in Italia…

Purtroppo non tutti gli Stati hanno aderito al trattato perciò è necessario verificare che il proprio lo abbia fatto prima di procedere. Per fare questo ci si può collegare al sito della prefettura e verificare o richiedere l’informazione specifica alla propria Ambasciata di competenza. Ad esempio molte regioni africane non hanno aderito.

In questo caso la tempistica per ottenere la documentazione necessaria si allunga di molto. Oltre ai motivi burocratici, vi sono motivazioni politiche e religiose che potrebbero ostacolare definitivamente la possibilità di ottenere il nulla osta e, di conseguenza, non si potrà procedere con il matrimonio.

Cosa fare in questi casi

Se ci si trova in una situazione di difficoltà di ottenimento del nulla osta per il matrimonio si può cercare di risolvere la situazione rivolgendosi all’Autorità Giudiziaria competente come descritto nell’art. 98 c.c. chiedendo che venga accertata la propria capacità legale di effettuare un matrimonio nello stato italiano. In seguito dovrà essere il Tribunale a fare le indagini necessarie per stabilire che non vi siano situazioni impeditive e rilasciare la certificazione necessaria in modo che l’Ufficiale di stato possa procedere con le pubblicazioni.

Cosa fare in caso di matrimonio con straniero minore

In Italia vige la legge che per sposarsi si deve aver compiuto i 18 anni di età. Tenendo conto delle tradizioni di alcuni paesi stranieri in cui ci si sposa tra minori, cerchiamo di capire come ci si deve comportare in questo caso in Italia. Prima di tutto bisogna considerare la documentazione necessaria, l’articolo 84 del codice civile italiano, come detto in precedenza, richiede la maggiore età degli sposi ma in casi particolari sono concesse delle deroghe.

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Se uno dei due soggetti interessati hanno un’età compresa fra i 16 anni e i 18 è possibile contrarre matrimonio previa autorizzazione del Tribunale dei minori. Tale documento deve essere richiesto nello stato di origine insieme al nulla osta.
Se invece lo sposo o la sposa non hanno ancora compiuto i 16 anni di età dovranno aspettare per potersi sposare in quanto non vi è possibilità secondo le leggi italiane.

È importante sapere che il nulla osta non è un sostituto del permesso per i minori che si può ottenere solo dal Tribunale di competenza e che entrambi i documenti sono necessari per potersi sposare in Italia. Nel caso in cui lo Stato di origine preveda per potersi sposare un’età superiore ai 18 anni come è indispensabile in Italia, resta valido il limite posto dal Paese di provenienza.

Vista la confusione che si crea spesso per quanto riguarda i matrimoni con minori e per evitare di incorrere in gravi problemi giuridici, è importante non avere fretta e richiedere con attenzione tutte le informazioni e i documenti necessari nel luogo di residenza attuale in quanto le disposizioni legislative potrebbero cambiare.