Chi può officiare un matrimonio in Italia?

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14 gennaio 2020

 

La scelta di come celebrare il matrimonio, ovvero se scegliere il rito religioso o al contrario soltanto civile, è una scelta molto personale, che va ponderata dai due sposi con largo anticipo. Se in passato il rito in chiesa veniva considerato scontato e quasi “obbligatorio”, oggi sono molte le coppie che preferiscono sposarsi con la cerimonia civile, scegliendo di far celebrare le nozze da un pubblico ufficiale o, spesso, da un suo delegato. Ma chi può officiare un matrimonio legalmente e perché le coppie decidono di ricorrere al rito civile?

Quali sono le figure che in Italia possono officiare un matrimonio?

Il rito civile, nell’immaginario collettivo, viene spesso considerato un matrimonio freddo e formale, probabilmente perché la sua celebrazione, almeno fino a qualche anno fa, poteva essere effettuata soltanto da figure ben definite dalla legge, che in particolare sono rappresentate dalle seguenti personalità istituzionali:

  • Il sindaco o, in sua assenza, il vicesindaco
  • i consiglieri comunali
  • gli assessori
  • il presidente della Circoscrizione

In realtà, in aggiunta a queste personalità, il matrimonio civile può essere celebrato da qualsiasi altro dipendente comunale, purché goda di un incarico a tempo indeterminato (la figura che per legge può officiare il matrimonio è dunque innanzitutto il sindaco, ma qualora quest’ultimo sia impossibilitato a celebrare le nozze, la legge gli conferisce la possibilità di delegare la sua funzione celebrante direttamente ad un’altra persona, come appunto un consigliere comunale, un assessore o un’altra personalità interna al comune, compresi i semplici dipendenti).

L'atto della firma in un Matrimonio civile...

L’atto della firma in un Matrimonio civile…

Le figure sopra indicate, in particolare, durante la celebrazione del rito informano i coniugi dei rispettivi doveri coniugali, leggendo ad essi gli articoli 144 e 147 del codice civile, successivamente ne acquisiscono il consenso libero degli stessi e ne dichiarano l’unione matrimoniale, terminando così la celebrazione delle nozze.

Il D.P.R dell’anno 2000: le novità e l’inversione di tendenza nella celebrazione del rito civile

Nel corso dell’anno 2000 è stata introdotta un’importante novità legislativa nel diritto di famiglia, che ha finalmente introdotto la possibilità di officiare il matrimonio anche a personalità diverse da quelle sopra indicate, la cui scelta naturalmente spetta ai futuri sposi. Il decreto del Presidente della Repubblica del 2000 infatti, all’art. 1, prevede che la celebrazione del rito civile può essere effettuata da qualsiasi cittadino italiano, l’importante che quest’ultimo goda di una serie di requisiti imprescindibili (tra cui diritti civili e politici), e purché abbia raggiunto la maggiore età.

In questo modo, i futuri coniugi, potranno scegliere di far officiare il matrimonio da qualsiasi persona cara, non necessariamente parenti ma anche amici, purché che siano provvisti dei requisiti previsti dal decreto suddetto. Si tratta senza dubbio di un’innovazione non di poca rilevanza, che non ha tuttavia comportato il venir meno delle formalità e degli obblighi previsti dalla legge civile, considerando che chiunque celebri il matrimonio, è comunque tenuto a rispettare le formalità previste dal protocollo, trattandosi di un rito serio e da condurre nel rispetto della normativa vigente in Italia.

Dove può essere celebrato un matrimonio civile?

Il rito civile, prima delle novità legislative in materia, poteva essere celebrato soltanto ed esclusivamente nel comune di residenza di uno degli sposi, ma essendo diventati i matrimoni civili sempre più numerosi nel tempo, molti comuni in Italia consentono oggi ai futuri sposi di celebrare le nozze anche al di fuori dell’ufficio municipale, come ad esempio palazzi storici, eleganti ville e persino strutture alberghiere, allestite in modo tale da rendere speciale e unico questo momento importante.

Perché far celebrare le nozze da parenti o amici?

La scelta di far officiare un matrimonio da parenti o amici, in alternativa al sindaco o un altro ufficiale di stato civile, può essere sorretta da una miriade di ragioni, dettate innanzitutto da motivi affettivi e personali. Certamente un parente o un amico ben conosce gli sposi, ed è in grado di rendere questo momento ancora più speciale e unico di una personalità formale, anche se tutto dipende dalle priorità personali dei futuri coniugi.

E’ bene tenere conto, infatti, che prima della celebrazione del rito, il sindaco, o altra figura in veste di ufficiale di stato civile, terrà innanzitutto un discorso generale sul matrimonio, per riprodurre la giusta atmosfera e creare un clima idoneo per la successiva e immediata celebrazione del rito.

come sposarsi al comune

Da questo punto di vista, naturalmente, anche parenti e amici possono iniziare il rito conducendo un discorso personale, e chi meglio di loro, conoscendo i futuri sposi, può contribuire a creare la giusta atmosfera emozionale? In ogni caso si tratta di un’esperienza memorabile, che lascerà negli sposi un ricordo indelebile, a prescindere da chi, concretamente, celebra il rito.

Chi non può celebrare, per legge, il matrimonio civile?

La normativa attualmente vigente nel diritto di famiglia prevede che alcune persone non possono celebrare il matrimonio di coloro nei confronti dei quali hanno una parentela in linea diretta, come ad esempio i figli.

I familiari che possono officiare il matrimonio a favore dei parenti, dunque, sono soltanto quelli in linea “collaterale”, ovvero fino al secondo grado (sono definiti parenti in linea collaterale coloro che, pur avendo “uno stipite in comune”, non discendono direttamente “l’uno dall’altro”, ad esempio due cugini). Di conseguenza, i parenti in linea diretta come i genitori, i fratelli, le sorelle o i nonni dei due sposi, non possono per legge officiare il matrimonio.