Consigli e costi per un matrimonio indiano in Italia

14 gennaio 2020

 

Indicato per quegli sposi che sognano un ricevimento diverso da quelli tradizionali, che si ispira a una calda atmosfera etnica, il matrimonio indiano presuppone una notevole creatività, unita a tanta allegria.

Come organizzare in Italia la cerimonia religiosa di un matrimonio indiano

Generalmente organizzata all’aperto, la cerimonia religiosa di un matrimonio indiano prevede la disponibilità di un parco o di un giardino di dimensioni medie o ancor meglio grandi, dove ricreare la magica ambientazione dell’India. Bisogna innanzitutto realizzare il Mandapa, un ampio gazebo allestito con ampi veli bianchi, sotto al quale si svolge il rito nuziale.

Al suo interno viene acceso il Samagree, il fuoco sacro il cui ruolo è quello di testimoniare e confermare le promesse nuziali. Non può mancare una profusione di fiori dal profumo intenso, dato che gli aromi rappresentano una componente fondamentale delle usanze del paese. Sotto al gazebo deve poi venire collocato l’altare dove celebrare la cerimonia, arricchito da tralci e ghirlande di fiori disposti artisticamente e arricchiti con nastri, dove l’oro, il rosso e l’arancione costituiscono le principali tonalità cromatiche.

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Intorno al gazebo devono venire disposte numerose sedie per tutti coloro che assistono alla funzione, alternate a piante fiorite e a doni simbolici, come richiede la tradizione indiana. La parte più incisiva della cerimonia religiosa è quella dei “Sette Passi”, durante cui la coppia percorre appunto sette passi attraversando sette mucchietti di riso e altri oggetti simbolici, recitando formule di prosperità e di buon auspicio per la loro futura vita matrimoniale.

Dopo lo scambio delle ghirlande fiorite, il sacerdote lega il sari della sposa alla camicia dello sposo, per suggellare la forza dell’unione matrimoniale. A questo punto lo sposo applica la tradizionale polvere rossa sulla fronte della sposa, per indicare che il rito si è concluso.

Come allestire la location per un matrimonio indiano

Il rinfresco di un matrimonio indiano prevede di solito una durata notevole che si prolunga dal pranzo fino alla cena, oppure, nel caso in cui le nozze siano celebrate al tramonto, dall’aperitivo a notte inoltrata. Infatti una delle caratteristiche più tipiche della cultura di questo popolo è quella di stare con parenti e amici per molte ore, per vivere insieme a loro tutti i momenti salienti di questa magica giornata.

Lo stile indiano è da sempre associato all’allegria, ai colori vivaci, alla presenza di preziosi tessuti (soprattutto raso e seta), alla ricchezza delle decorazioni e agli aromi speziati. I colori predominanti sono giallo, arancione, rosso, viola e oro, spesso accostati ad azzurro e verde. Le pregiate stoffe vengono drappeggiate con armonia ed eleganza per formare tende e veli che si muovono al vento, contribuendo a creare un’atmosfera inconfondibile.

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Un aspetto da curare con particolare attenzione è quello dell’illuminazione, allestita con candele e ceri profumati, alternati a lanterne ornamentali. Una location ideale prevede l’impiego di tanti cuscini disposti sulle numerose stuoie, su cui disporre anche pouff e basse panche di legno, per favorire il contatto tra gli invitati. Per rendere ancora più forte il richiamo alle tradizioni indiane non possono mancare bracieri con incensi aromatici, da disporre in vari punti del giardino, alternati a diffusori contenenti profumatissime essenze. La musica svolge un ruolo preponderante e pertanto è necessario assicurare un sottofondo di melodie etniche, preferibilmente suonate dal vivo; sono sufficienti anche pochi elementi dotati di strumenti tipici e originali.

Come realizzare il rinfresco per un matrimonio indiano

La gastronomia indiana si distingue per i cibi particolarmente speziati e per gli inconfondibili sapori forti e decisi, pertanto un buffet di questo genere deve per forza essere preparato con competenza ed esperienza. Un menù perfetto per un matrimonio indiano prevede tantissimo pesce accompagnato da verdure di ogni genere, e la quasi totale assenza di carne.

Il riso, che rimane ovviamente l’ingrediente principale, può essere cucinato sotto forma di deliziose croquette alle verdure, oppure di risotti alle spezie, oltre che come accompagnamento di qualsiasi ricetta. Tra i primi piatti sono sempre particolarmente apprezzate le tipiche zuppe vegetariane, impreziosite da coriandolo e curry, comuni condimenti della gastronomia indiana.

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Le pietanze a base di prodotti ittici variano da semplici piatti di pesce grigliato e aromatizzato, a molluschi e crostacei serviti con deliziose salse dal sapore deciso. Un posto di primo piano è riservato alle verdure che molto spesso non vengono considerate unicamente dei contorni, ma delle vere e proprie pietanze. Ottimi spiedini di ortaggi grigliati si accostano quindi a raffinati fritti vegetali e a intingoli di sottilissime verdure marinate.

Sempre apprezzatissime, le insalate di crudité costituiscono un graditissimo intermezzo per separare tra loro le varie portate consentendo al palato di pulirsi per apprezzare al meglio i sapori. Le famose polpette di patate e formaggio oppure i ceci bianchi cotti in salsa piccante oltre che le immancabili lenticchie preparate in qualsiasi maniera offrono l’occasione di gustare cibi gustosissimi. Un capitolo a parte è occupato dal pane indiano, uno dei protagonisti assoluti della tradizione culinaria del paese.

Di forma appiattita e simile a una crescentina, di solito esso viene utilizzato come un vero e proprio contenitore al cui interno si pone la pietanza. Per concludere, i dolci sono prevalentemente a base di latte e di riso, quasi sempre aromatizzati con cocco, pistacchio e cannella.