Quando imboccammo per la prima volta il lungo viale di cipressi che dalla strada provinciale porta all' Abbazia di Spineto, più che scoprire quel luogo, per noi fu un riconoscerlo...
Il muro in pietra con il capitello, l'odore misto dei cipressi e del bosco, le vecchie scuderie, i casali abbandonati in riva al lago, perfino le tre absidi della chiesa romanica ci erano familiari come luoghi già amati tanto tempo prima...
Così, nel marzo del 1990, è iniziata la nostra meravigliosa "avventura". Per 15 anni, giorno dopo giorno,con rigorosa attenzione, con rispetto e con amore ci siamo dedicati al restauro e al recupero dell'Abbazia e dei dodici antichi casali che la circondano.
Oggi l'Abbazia di Spineto ha recuperato una nuova vita, sottratta al pericolo di perdersi nell'oblio e nella rovina del tempo.
E' un luogo da condividere che ha trovato una destinazione in un certo senso coerente con il suo passato.
E' stato emozionante sentire di nuovo le voci tra queste mura e il rumore dei passi, le luci accese dietro le finestre...
Certe sere ci attardiamo nel cortile animato di voci, il pensiero va a figure silenziose che si muovevano su piccoli passi frettolosi, sfiorandosi a testa bassa, qualche parola sussurrata, le braccia conserte, nascoste nelle maniche larghe...
Chi viene a Spineto, trova le stesse suggestioni e sensazioni che noi abbiamo scoperto e abbiamo voluto conservare.
Oggi Abbazia di Spineto significa incontrarsi, studiare, conoscere lavorare insieme e .... trovare emozioni.
La filosofia del recupero é stata la verità.
Non volevamo qualcosa che somigliasse ad un museo, ma un luogo dove apparissero chiari i nostri apporti, la nostra presenza di oggi accanto a chiare tracce del passato.
Siamo convinti che i pensieri, l'amore, l'operosità, la meditazione, a lungo esercitate sopravvivano all' uomo sotto forma di energie positive, come onde sonore assorbite e poi rimandate d alle pietre.
Ci si accorge di percepire quelle energie, quando in certi spazi si lavora sereni, e nel silenzio, ci si concentra bene.
Ogni spazio dell' Abbazia è stato recuperato per fare e per pensare.
Gli spazi sono flessibili e possono essere allestiti in vario modo secondo le esigenze di lavoro.
La sala conferenze principale, un recupero high tech di un antica grande scuderia, consente di ospitare fino a duecento persone.
Si lavora con il supporto di tutte le più attuali tecnologie per la comunicazione audiovisiva, ma basta un occhiata alle grandi vetrate per ritrovare il contatto con la magia del paesaggio che ci circonda.
In questo angolo di Toscana dove le terre senesi si fanno più dolci, il territorio di circa 800 hettari si affaccia ad ovest sugli sconfinati, affascinanti scenari della Val d'Orcia.
Gli antichi poderi dell'Abbazia erano stati abbandonati, mura sgretolate, immerse in un silenzio rotto solo dalle voci della natura.
Oggi c'è ancora quel silenzio intorno ma le case sono state restaurate e recuperate grazie al nostro Progetto Campus.
Il collegamento storico che i poderi avevano con l'abbazia benedettina per le attività agricole viene rivissuto in modo innovativo per integrare le attività di incontri e studi dell'Abbazia.
Ogni casa è studiata per essere completamente autonoma ma al tempo stesso unità satellite sempre in contatto con l'Abbazia.
Le stanze per gli ospiti sono accoglienti e confortevoli e il mattino riserva il piacere di un risveglio in mezzo alla natura ed una colazione con sapori della tradizione toscana.
Alcune case hanno anche spazi adatti ad ospitare riunioni o corsi di formazione con una capienza fino a 50-60 persone.
Il Progetto Campus è dedicato a tutti coloro che partecipano a: incontri di studio e di ricerca, riunioni di lavoro, conferenze, presentazioni, corsi di formazione, riunioni strategiche, stage di specializzazione, incentive, workshop, laboratori di ricerca artistica, itinerari di gruppo a tema dedicati all'arte, la cultura, l'ambiente o alla scoperta di sapori e antiche tradizioni.
Spineto non è solo un luogo, è un modo di essere, un modo diverso di relazionarsi con gli altri e con se stessi, vicino alla natura, in uno spazio sospeso tra passato e presente, tanto che quanto un evento finisce si parte a malincuore come quando finisce una vacanza.